Il Giardino Giusti

È l’unico giardino cinquecentesco all’italiana presente a Verona. Un’oasi di verde a dieci minuti dall’Arena in cui sono visibili collezioni di fiori, reperti romani e un maestoso viale di cipressi, fontane, grotte acustiche e un labirinto di siepi tra i più antichi d’Europa. Un percorso di natura, arte e storia visitabile in un paio d’ore che culmina con un belvedere da cui si gode una splendida vista sulla città.

Situato a pochi passi dal centro della città e vicinissimo al teatro Romano, eppur nascosto all’occhio del visitatore frettoloso e distratto, Giardino Giusti è un angolo di Verona che induce alla lentezza e alla meditazione. Uno splendido esempio di GIARDINO ALL’ITALIANA, LONTANO DAL TURISMO MORDI E FUGGI che ferisce piazza Bra, l’Arena e la Casa di Giulietta; che incanta con lo spettacolo sublime di arte e natura immobili in un’armonia senza tempo. Nel corso dei secoli è stato visitato e celebrato da molti illustri personaggi, che hanno passeggiato all’ombra dei suoi alberi: da Goethe all’imperatore Giuseppe II, passando per Cosimo III° de’ Medici, Mozart e lo zar Alessandro. La sua storia inizia nel Quattrocento quando la toscana famiglia Giusti si trasferì a Verona, stabilendo in quest’area la propria attività di tintura della lana. Nella seconda metà del Cinquecento il conte Agostino Giusti fece risistemare i campi retrostanti il palazzo, ricreando un tipico giardino toscano rinascimentale, seguendo la filosofia en vogue all’epoca che è alla base del famoso Giardino di Boboli di Firenze. La scelta del disegno per il giardino dipese dalla particolare morfologia dell’area disponibile: una distesa di terreno pianeggiante, delimitata verso nord da una massiccia rupe che si inerpica sul Colle di San Pietro, a cui fa seguito un’ulteriore piccola striscia di terreno che, lievemente ondulata, si estende ad est oltre i confini di quella inferiore.

Si accede al giardino entrando dal portone del palazzo affacciato su via Giardino Giusti, oltrepassando un grande atrio cinquecentesco in cui è presente la biglietteria e un muro interno di recinzione, che funge da scena del teatro impostato secondo i modelli del Serlio, su cui sono incastonate due fontanelle sovrastate dalle statue di Atena e Apollo. L’area verde si apre alla vista con un maestoso viale di cipressi, asse centrale del giardino stesso, che divide il giardino in due parti. A sinistra si trova il giardino all’italiana, arredato con aiuole fiorite, lapidi d’epoca romana e paleocristiana, PREGEVOLI STATUE MITOLOGICHE E RINASCIMENTALI FONTANE; a destra il bosco, dove l’arredo è la dato dal rigoglioso fiorire della natura stessa. Grazie ad un sapiente gioco di prospettive il viale appare più lungo di quanto non sia veramente e culmina con l’ingresso di una delle cinque grotte scavate nella rupe, sovrastata da un gigantesco mascherone in pietra coronato dai balaustrini d’un meraviglioso belvedere. Nel giardino è presente anche un labirinto in siepi di bosco, piccolo nelle dimensioni ma difficile nel tracciato, tra i più antichi d’Europa: già inserito nell’originale impianto cinquecentesco fu ridisegnato nel 1786 dall’architetto veronese Luigi Trezza. Dalla torretta a forma di campanile situata accanto alla rupe si snoda un’ampia scala a chiocciola che porta alla terrazza del belvedere e al giardino superiore. Un angolo romantico con cespugli e piante, situato su una collina scoscesa dove la natura si manifesta nella libertà delle sue forme, con una splendida vista sulla città di Verona.

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Il Giardino Giusti

È l’unico giardino cinquecentesco all’italiana presente a Verona. Un’oasi di verde a dieci minuti dall’Arena in cui sono visibili collezioni di fiori, reperti romani e un maestoso viale di cipressi, fontane, grotte acustiche e un labirinto di siepi tra i più antichi d’Europa. Un percorso di natura, arte e storia visitabile in un paio d’ore che culmina con un belvedere da cui si gode una splendida vista sulla città.

Situato a pochi passi dal centro della città e vicinissimo al teatro Romano, eppur nascosto all’occhio del visitatore frettoloso e distratto, Giardino Giusti è un angolo di Verona che induce alla lentezza e alla meditazione. Uno splendido esempio di GIARDINO ALL’ITALIANA, LONTANO DAL TURISMO MORDI E FUGGI che ferisce piazza Bra, l’Arena e la Casa di Giulietta; che incanta con lo spettacolo sublime di arte e natura immobili in un’armonia senza tempo. Nel corso dei secoli è stato visitato e celebrato da molti illustri personaggi, che hanno passeggiato all’ombra dei suoi alberi: da Goethe all’imperatore Giuseppe II, passando per Cosimo III° de’ Medici, Mozart e lo zar Alessandro. La sua storia inizia nel Quattrocento quando la toscana famiglia Giusti si trasferì a Verona, stabilendo in quest’area la propria attività di tintura della lana. Nella seconda metà del Cinquecento il conte Agostino Giusti fece risistemare i campi retrostanti il palazzo, ricreando un tipico giardino toscano rinascimentale, seguendo la filosofia en vogue all’epoca che è alla base del famoso Giardino di Boboli di Firenze. La scelta del disegno per il giardino dipese dalla particolare morfologia dell’area disponibile: una distesa di terreno pianeggiante, delimitata verso nord da una massiccia rupe che si inerpica sul Colle di San Pietro, a cui fa seguito un’ulteriore piccola striscia di terreno che, lievemente ondulata, si estende ad est oltre i confini di quella inferiore.

Si accede al giardino entrando dal portone del palazzo affacciato su via Giardino Giusti, oltrepassando un grande atrio cinquecentesco in cui è presente la biglietteria e un muro interno di recinzione, che funge da scena del teatro impostato secondo i modelli del Serlio, su cui sono incastonate due fontanelle sovrastate dalle statue di Atena e Apollo. L’area verde si apre alla vista con un maestoso viale di cipressi, asse centrale del giardino stesso, che divide il giardino in due parti. A sinistra si trova il giardino all’italiana, arredato con aiuole fiorite, lapidi d’epoca romana e paleocristiana, PREGEVOLI STATUE MITOLOGICHE E RINASCIMENTALI FONTANE; a destra il bosco, dove l’arredo è la dato dal rigoglioso fiorire della natura stessa. Grazie ad un sapiente gioco di prospettive il viale appare più lungo di quanto non sia veramente e culmina con l’ingresso di una delle cinque grotte scavate nella rupe, sovrastata da un gigantesco mascherone in pietra coronato dai balaustrini d’un meraviglioso belvedere. Nel giardino è presente anche un labirinto in siepi di bosco, piccolo nelle dimensioni ma difficile nel tracciato, tra i più antichi d’Europa: già inserito nell’originale impianto cinquecentesco fu ridisegnato nel 1786 dall’architetto veronese Luigi Trezza. Dalla torretta a forma di campanile situata accanto alla rupe si snoda un’ampia scala a chiocciola che porta alla terrazza del belvedere e al giardino superiore. Un angolo romantico con cespugli e piante, situato su una collina scoscesa dove la natura si manifesta nella libertà delle sue forme, con una splendida vista sulla città di Verona.

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